
Per le imprese che deducono completamente le spese per elargire i buoni pasto ai dipendenti, sarà necessaria una riclassificazione bilancio: con la nuova legge, infatti, i buoni pasto senza tasse per chi li acquista non possono superare il taglio di 7 Euro per il formato elettronico e di 5,29 Euro per il formato cartaceo (il classico blocchetto di buoni pasto).
Già in passato si era provveduto a regolamentare la situazione dei buoni pasto: prima considerati come pagamenti convertibili in denaro, con l’intervento dell’Agenzia delle Entrate, diventarono una vera e propria formula di pagamento, che consentiva ai dipendenti di usufruire di un servizio imprescindibile come la mensa.
In cosa consiste la riclassificazione bilancio? Siccome tutto deve essere ricondotto non alla data di emissione del buono, ma alla data in cui il dipendente usa quel buono, allora l’azienda dovrà spostare le spese per i buoni pasto dalla voce “Costo del personale”, alla voce “Costo per prestazioni di servizi per il personale”.
Con questa piccola modifica in bilancio, si potrà ottenere la deducibilità piena sulle spese relative ai buoni pasto per i dipendenti. Il funzionamento dei buoni pasto, invece, resterà lo stesso. Il datore di lavoro acquisterà un certo numero di buoni per i dipendenti. Questi useranno i buoni nei negozi che aderiscono al circuito dei buoni pasto. Gli esercenti invieranno all’azienda che ha stampato materialmente i buoni pasto le fatture relative agli acquisti.
Infine, l’azienda tornerà dal datore di lavoro che ha acquistato i buoni, per emettere a sua volta fattura e consentire la riclassificazione bilancio per le detrazioni integrali previste dalla legge. La seconda fattura, da parte di chi emette i buoni, è necessaria per verificare quanto denaro sia stato effettivamente speso con questi titoli e se alcuni di questi sono stati persi o si possono dichiarare ormai scaduti, quindi non più utilizzabili.
Insomma, per le aziende, solo qualche carta in più da fare e da conservare, per poter tenere tutto in ordine e capire esattamente quanto si spende per ogni dipendente in termini di buoni pasto. Pur allontanando lo spettro della contraffazione, la procedura sembrerà complicata per i primi tempi: affidarsi a un consulente esperto eviterà disguidi e consentirà di svolgere con regolarità anche questa pratica.
