La Sardegna si conferma protagonista della nautica da diporto italiana, con un giro d’affari stimato in 1,21 miliardi di euro nel 2025, pari al 14,07% del totale nazionale (8,6 miliardi).

La Sardegna si conferma protagonista della nautica da diporto italiana, con un giro d’affari stimato in 1,21 miliardi di euro nel 2025, pari al 14,07% del totale nazionale (8,6 miliardi).

A dirlo è l’Associazione Operatori Nautici NordEst Sardegna, che ha elaborato una mappa regionale del settore sulla base di dati Confindustria Nautica, Assomarinas e Unioncamere.

La forza della Gallura
Secondo l’analisi, nel Nord Est dell’Isola –tra Olbia e Santa Teresa di Gallura– si concentra il 43,5% dei porti sardi e il 66% dei posti per maxi e giga-yacht, un primato che rende quest’area strategica per il turismo nautico di alta gamma. Qui operano oltre 1.600 imprese della filiera tra cantieristica, charter, refit e servizi.

«La nautica è un asset strategico del turismo e del made in Italy –sottolinea Claudio Denzi, presidente di AssonauticiSardegna.org– la Sardegna, con l’Arcipelago della Maddalena, può diventare un laboratorio d’eccellenza. Occorre solo una tutela più rigorosa e una gestione più intelligente. Noi siamo pronti, con investimenti e responsabilità, ma chiediamo stesse regole e stesso rigore per tutti».

La Sardegna nella classifica nazionale
Con 15.671 posti barca e 9.800 imprese blue economy, la Sardegna è seconda in Italia dietro la sola Liguria (1,29 miliardi) e davanti a Friuli-Venezia Giulia (0,87 miliardi) e Campania (0,83 miliardi).

La crescita è sostenuta da:

  • Servizi portuali in aumento (+1,5% vendite posti barca, +3,2% ormeggi in transito);
  • Indotto locale forte, che in Gallura muove un sistema di imprese e occupazione di primaria importanza.

La classifica nazionale

«A livello nazionale, la ricchezza prodotta da questa filiera, con le sue 230 mila imprese e con ben 1,1 milioni di occupati, è aumentata del 16% contro un 6,6% del totale dell’economia: 2,5 volte di più» conclude Claudio Denzi, Presidente dell’Associazione Operatori Nautici NordEst Sardegna,. 

Sul podio della classifica troviamo la Liguria con 16.700 posti barca e 9.100 imprese blue per un valore stimato di 1.289,55 milioni di euro (14,99%), la Sardegna con 15.671 posti barca e 9.800 imprese blue per un valore stimato di 1.210,09 milioni di euro (14,07%) e il Friuli-Venezia Giulia con 11.313 posti barca e 5.100 imprese blue per un valore stimato di 873,58 milioni di euro (10,16%).

Seguono poi nella top-10: Campania con 10.775 posti e 32.741 imprese (832,03 milioni); Sicilia con 10.519 posti e 28.807 imprese (812,26 milioni); Toscana con 10.208 posti e 9.400 imprese (788,25 milioni); Puglia con 8.700 posti e 12.800 imprese (671,80 milioni); Veneto con 7.200 posti e 8.700 imprese (555,97 milioni); Lazio con 5.456 posti e 34.851 imprese (421,31 milioni); Calabria con 4.200 posti e 11.200 imprese (324,32 milioni).

La ripartizione regionale è stata calcolata in proporzione al numero di posti barca disponibili in ciascuna regione, utilizzati come proxy della capacità di accoglienza nautica e quindi del potenziale giro d’affari territoriale.

Le quote regionali elaborate da AssonauticiSardegna.org riflettono quindi principalmente la dimensione della portualità turistica e non includono differenze qualitative (cantieristica specializzata, presenza di maxi-yacht, attività di refit). 

Alcune regioni costiere possono quindi presentare un valore reale superiore o inferiore a quello stimato.Ma pur essendo la stima di natura indicativa, essa offre una base di confronto realistica per valutare l’impatto economico della nautica da diporto a livello locale.

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