Un monastero tutto in rete. E’il Monastero di Bose, piccolo borgo presso il Comune di Magnano, in provincia di Biella, un tempo completamente abbandonato dalla popolazione. Nel corso degli anni è stato il monastero a prendere via via in affitto le abitazioni, poi ad acquistarle e ristrutturarle per adattarle alle esigenze della vita monastica. Come gli alberghi “diffusi” realizzati proprio aggregando antichi borghi in un unico polo di ospitalità, il monastero è un polo disseminato in diversi edifici, che si estendono nel raggio in un paio di chilometri. Come fare per collegarli tutti insieme? Cablando l’intera superficie e creando una rete Lan in fibra ottica, che fa del monastero di Bose un network hitech all’avanguardia. La rete non serve solo per parlare o pregare online. Via cavo viaggiano tutte le attività dalle quali il monastero deriva i suoi proventi: ceramica, agricoltura, miele, marmellate, tisane, ceri, prodotti di falegnameria, supporti audio con registrazioni di lezioni e conferenze su temi biblici.

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