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Le nuove proposte dei compro oro in Italia

Negli ultimi 10 anni a causa del periodo di crisi economica che sta attraversando la nostra economia, è emersa una nuova tipologia di negozio: il compro oro.

L’incremento è stato esponenziale i primi anni per poi proseguire progressivamente fino ad arrivare ad una stabilizzazione negli ultimi anni.

I clienti potenziali dei compro oro sono persone che per vari motivi (necessità di sopravvivenza, divertimento o investimento) vendono il propri oggetti d’oro in cambio di denaro contante.

Ne deriva per cui che questa attività risente molto dell’andamento economico generale, e di conseguenza gli operatori di compro oro, dopo un periodo iniziale di approssimazione, devono necessariamente trasformarsi in attività più strutturate, dove è di primaria importanza offrire servizi professionali e dotarsi di regole certe e sicure per tutelare e fidelizzare sempre di più il cliente.

Successivamente a causa di operatori non qualificati e della discesa della quotazione dell’oro, il mercato si è contratto, questo ha fatto si che rimanessero solo i migliori compro oro, cioè quelli più preparati ad affrontare i nuovi mercati, allargando appunto le categorie merceologiche ad orologi di lusso, diamanti da investimento e gioielli ricondizionati destinati alla rivendita.

L’evoluzione ha portato quindi queste attività ad offrire un servizio che consente al cliente di evitare di ricorrere ad onerosi prestiti, ottenendo in più il vantaggio di avere una valutazione dei propri oggetti d’oro, mediamente più alta rispetto alla vendita al gioielliere. Inoltre è possibile anche vendere argento e pietre preziose. Sostanzialmente quindi, i negozi di compro oro, a seguito di modificate condizioni economiche e di mercato, si sono evoluti puntando sull’offerta di nuovi sevizi e migliorandone la qualità, tutto questo ha contribuito al miglioramento dell’immagine di queste attività, attirando anche fette di clientela che per motivi di fiducia, non avevano preso in considerazione di avvalersi di questi servizi.

Il business online della vendita dei giri in pista della Ferrari

Il web ha cambiato radicalmente le abitudini delle persone, non solo dal punto di vista della ricerca, delle informazioni della comunicazione e della connettività, ma anche per quello che riguarda le abitudini di acquisto e di vendita.

Il web permette di creare dei nuovi business che possono diventare delle vere e proprie ettività che si basano unicamente sulla vendita online di servizi e prodotti. A volte servizi innovativi.

Ad esempio RSE Italia con il suo fantastico ecommerce www.rseitalia.it vende la possibilità di guidare una supercar in pista. Vende, come piace specificare a me, il sogno di guidare una ferrari su uno dei circuiti più importanti e prestigiosi d’Italia.

L’azienda RSE vende questo servizio quasi unicamente online. Il suo canale di vendita privilegiato è il sito web. Senza la nuova cultura del web questa azienda non poteva crescere come sta facendo.

Grazie ad un’ottima organizzazione è possibile acquistare un giro in pista in una delle seguenti supercar:

  • FERRARI F488 GTB
  • FERRARI F 430
  • FERRARI F 458
  • LAMBORGHINI GALLARDO
  • LAMBORGHINI HURACÀN
  • PORSCHE 911 GT3 991
  • PORSCHE 911 GT3 997

I circuiti dove è possibile fare questa straordinaria esperienza sono localizzati in tutta Italia. E’ possibile scegliere sia il circuito più vicino, per una facilità logistica, o il circuito più prestigioso per poter guidare nel mito, oppure ancora nel circuito più veloce per una maggiore scarica di adrenalina. Ecco la lista dei circuiti dove RSE Italia porta i suoi clienti:

  • ADRIA (RO)
  • CASTELLETTO DI BRANDUZZO (PV)
  • CREMONA (CR)
  • FRANCIACORTA (BS)
  • IMOLA (BO)
  • MAGIONE (PG)
  • MISANO (RN)
  • MODENA (MO)
  • MONZA (MB)
  • MUGELLO (FI)
  • SELE (SA)
  • TAZIO NUVOLARI (PV)
  • VALLELUNGA (Roma)
  • VARANO DE’ MELEGARI (PR)
  • VITERBO (VT)

Riclassificazione bilancio per i nuovi buoni pasto

Per le imprese che deducono completamente le spese per elargire i buoni pasto ai dipendenti, sarà necessaria una riclassificazione bilancio: con la nuova legge, infatti, i buoni pasto senza tasse per chi li acquista non possono superare il taglio di 7 Euro per il formato elettronico e di 5,29 Euro per il formato cartaceo (il classico blocchetto di buoni pasto).

 

Già in passato si era provveduto a regolamentare la situazione dei buoni pasto: prima considerati come pagamenti convertibili in denaro, con l’intervento dell’Agenzia delle Entrate, diventarono una vera e propria formula di pagamento, che consentiva ai dipendenti di usufruire di un servizio imprescindibile come la mensa.

 

In cosa consiste la riclassificazione bilancio? Siccome tutto deve essere ricondotto non alla data di emissione del buono, ma alla data in cui il dipendente usa quel buono, allora l’azienda dovrà spostare le spese per i buoni pasto dalla voce “Costo del personale”, alla voce “Costo per prestazioni di servizi per il personale”.

 

Con questa piccola modifica in bilancio, si potrà ottenere la deducibilità piena sulle spese relative ai buoni pasto per i dipendenti. Il funzionamento dei buoni pasto, invece, resterà lo stesso. Il datore di lavoro acquisterà un certo numero di buoni per i dipendenti. Questi useranno i buoni nei negozi che aderiscono al circuito dei buoni pasto. Gli esercenti invieranno all’azienda che ha stampato materialmente i buoni pasto le fatture relative agli acquisti.

 

Infine, l’azienda tornerà dal datore di lavoro che ha acquistato i buoni, per emettere a sua volta fattura e consentire la riclassificazione bilancio per le detrazioni integrali previste dalla legge. La seconda fattura, da parte di chi emette i buoni, è necessaria per verificare quanto denaro sia stato effettivamente speso con questi titoli e se alcuni di questi sono stati persi o si possono dichiarare ormai scaduti, quindi non più utilizzabili.
Insomma, per le aziende, solo qualche carta in più da fare e da conservare, per poter tenere tutto in ordine e capire esattamente quanto si spende per ogni dipendente in termini di buoni pasto. Pur allontanando lo spettro della contraffazione, la procedura sembrerà complicata per i primi tempi: affidarsi a un consulente esperto eviterà disguidi e consentirà di svolgere con regolarità anche questa pratica.

Profili estrusi in gomma: interessante nicchia di produzione

I profili estrusi in gomma si adattano a molti contesti diversi e possono trovare applicazione in vari ambiti: dai profili per il settore edile a quelli per il settore navale, dai profili paracolpi a quelli fissavetro, dai profili ad U a quelli a tenuta, le possibilità di scelta sono numerose, e ognuna di esse garantisce risultati specifici. L’impiego della gomma prevede, tra l’altro, un processo di vulcanizzazione: essa, in pratica, viene lavorata e legata allo zolfo chimicamente, tramite riscaldamento. Così facendo, si dà vita a un materiale che è al tempo stesso poco rigonfiabile e molto elastico, e che quindi può essere tenuto a contatto senza problemi anche con eventuali solventi organici. In effetti, nei profili estrusi in gomma lo scopo della vulcanizzazione è quello di dare vita a un cambiamento della conformazione delle molecole del polimero dalla quale dipende la resistenza alla trazione. Allo stesso modo, anche proprietà negative come l’appiccicosità e l’abrasività scompaiono, mentre si configura una resistenza maggiore a diverse sostanze chimiche e agli effetti dell’ossigeno nell’atmosfera. Utilizzando accorgimenti specifici, come per esempio matrici dotate di parti mobili, si ha l’opportunità di ottenere profilati in gomma caratterizzati da sezione variabile: è il caso, per esempio, di specifici tipi di guarnizione che sono destinati alle porte delle automobili. Vale la pena di sottolineare che, al fianco dell’estrusione, grande importanza deve essere riservata anche alla coestrusione, che prevede la lavorazione – nello stesso momento – di materiali diversi (la gomma con la plastica, per esempio), i quali escono accoppiati dalla matrice, in modo tale da avere a disposizione guarnizioni che hanno una parte morbida sull’esterno e una parte rigida all’interno. Mentre la parte morbida ha lo scopo di assicurare una eccellente ermeticità, quella rigida funziona come supporto, e quindi da sostegno. Infine, è bene conoscere anche la pultrusione, che fa sì che i profilati che ne derivano siano rinforzati con delle fibre, per esempio di vetro o di carbonio.

Italian Beauty punta alla Russia

Sembra essere un buon momento per i marchi made in Italy che vogliono andare alla conquista dei mercati esteri. Italian Beauty, ad esempio, società a responsabilità limitata della provincia di Treviso con un capitale di 100 mila euro e titolare del portale Ibavenue.com, punta al mercato russo per poter vendere i vestiti e gli accessori che propone. A dirlo è l’amministratrice del gruppo, Sabrina Danieli, che spiega la decisione in occasione della presentazione, a Milano, del progetto. Destinatarie della spiegazione le varie fashion bloggers di Italian Fashion Bloggers. Stando a qanto emerge dalle parole della donna, Italian Beauty sta trattando con tre fondi di private equity, uno dei quali cinese, per fare un ingresso nel capitale. Quest’ultimo sarebbe reso possibile grazie ad un aumento del capitale entro i prossimi mesi del prossimo anno. Se le trattative saranno concluse nel migliore dei modi, i controllo rimarrà sempre nella mani della Danieli e di Riccardo Pauletti, che avrebbero il 51%, mentre il fondo avrebbe il 24,5% e il resto delle quote andrebbe a imprese e a persone fisiche. La piattaforma web è disponibile in tre lingue, ossia italiano, russo e inglese. Accedendo su Ibavenue.com si arriva ad altri siti dedicati trend, sfilate e moda, nonché al negozio virtuale italianbeautyavenue.com. Le vendite dovrebbero partire in questi giorni e il partner per le spedizioni è Poste Italiane. Sebbene sia troppo presto per parlare di una quotazione in Borsa, l’amministratrice Danieli fa sapere che non è impossibile una mossa in tal senso. In ogni caso, fine ultimo del progetto è quello di spingere al di là dei confini italiani una gran parte della produzione italiana.

I teloni per stand e déhor

Manifestazioni culturali, fiere o congressi attirano migliaia di avventori, il luogo in cui ospitarli richiede un’organizzazione che in primo luogo deve adibire i locali nel modo più idoneo. Se questi eventi prevedono un allestimento esterno, si può adottare un sistema temporaneo. La struttura di supporto permetterà di posizionare i teloni di rivestimento e i grandi dehors accoglieranno gli ospiti con le stesse caratteristiche di un qualsiasi stabile.
Per delimitare le entrate e controllare il flusso della folla si può adottare un sistema di canalizzazione con pannelli laterali e tettoie protettive.
Quando questi eventi hanno carattere promozionale, si deve sfruttare al massimo la possibilità di comunicazione inviando messaggi pubblicitari visibili in più parti nello stand. Per questo scopo i teloni sono ottimi supporti, scritte, marchi e indicazioni di contatto porteranno a conoscenza degli eventuali clienti tutti i riferimenti che vogliamo divulgare (maggiori info sul sito venturello.it)
La personalizzazione degli stand è infinita, creati a opera d’arte sono in grado di contenere migliaia di persone, gare sportive, concerti, grandi mercati e fiere di ogni genere potranno essere organizzate e allestite nel migliore dei modi con strutture modulari e adattabili a diverse configurazioni di montaggio. I teloni di rivestimento, che riprendono magari colori del marchio aziendale, imprimeranno efficacemente l’identificazione a un determinato evento.
Le superfici laterali sono ottimi supporti grafici, la qualità del materiale permetterà la stampa d’immagini fotografiche e scritte visualizzabili lungo il percorso della visita.
Da non sottovalutare il vantaggio di una struttura mobile comporta, facilissima da installare e smontare può essere posta in qualsiasi luogo, tutti i pannelli aderiscono perfettamente alla scocca.
Per praticità è consigliabile numerare i teloni per facilitare un successivo utilizzo, montarli sempre nella stessa posizione eviterà spazi allineati e sempre sigillati.
Le dimensioni non influiscono sul risultato finale, i teloni sono totalmente adattattabili in lunghezza e in larghezza, le aziende che li producono possono venire incontro alle esigenze più svariate sia in termini di misura sia per quanto riguarda la merceologia del tessuto.