In primo piano a Parma la partnership strategica tra ristorazione e industria alimentare

La partnership strategica tra l’ industria alimentare e la ristorazione in primo piano a Parma, patria di Cibus e casa del Made in Italy alimentare da 25 anni.
Un convegno, quello organizzato da Cibus 2010, in programma il prossimo 10-13 maggio 2010, che, come recita il titolo “L’industria di marca alla conquista del fuoricasa”, sottolinea la virtuosità di un trend in controtendenza in questi tempi di crisi.
Infatti se da una parte diminuiscono i consumi alimentari domestici (-2,4%) quelli del fuoricasa, anche se di poco, crescono (+0,2%).

Ed è proprio da una più stretta e rinnovata collaborazione tra il Made in Italy alimentare e il variegato mondo della ristorazione organizzata (che va dal ristorante tradizionale alle stazioni di servizio, passando per le pizzerie, i bar, le mense, i fast food) che le aziende produttrici italiane possono trovare “canali alternativi” alle loro referenze.
Non è un caso che proprio a Parma si siano dati appuntamento oltre trecento uomini marketing dei principali marchi di un Made in Italy che si conferma anche nel 2008 come secondo comparto produttivo nazionale con 120 miliardi di euro di fatturato, 6.500 aziende operanti ed oltre 400.000 addetti.
“Infatti a Parma l’industria alimentare italiana trova il suo terroir, come il mondo del vino lo trova a Verona”, come ricordano in Fiere di Parma “E questo convegno nasce da una precisa richiesta delle aziende espositrici di Cibus che negli anni hanno saputo individuare in un più stretto rapporto con a ristorazione organizzata, ampi margini di ampliamento del proprio business”.

Come detto, quindi, nonostante la recessione economica, la spesa per alimentari e bevande fuoricasa nel 2008 tiene: questo il quadro generale dei consumi alimentari fuoricasa riportato anche da Nielsen.
“Più che a un taglio della spesa alimentare – ha spiegato Stefano Fina, Client Service Director della Nielsen – gli italiani si orientano verso una “razionalizzazione dei consumi”. Sono poco preoccupati dei prezzi dei beni alimentari (solo il 5% lo vive come un problema, mentre il 24% degli italiani teme di perdere il posto di lavoro) anche perché sanno come risparmiare: comprando di più i prodotti a marchio privato e i primi prezzi, ricercando assiduamente le promozioni e gli sconti, frequentando di più i discount, aumentando lo stoccaggio di alimentari in casa e via dicendo. Il 15% degli italiani dichiara di cercare ogni giorno di risparmiare sulla crisi”.

“Per quanto riguarda la ristorazione fuori casa – ha detto ancora Stefano Fina – oltre il 70% degli italiani con più di 14 anni frequenta abitualmente la ristorazione fuori casa: la pizzeria rimane il locale preferito (54%), seguito dai ristoranti tradizionali (33%), pub/birrerie (19%), trattorie (17%), fast food (17%) ed altri. Va sottolineata la crescita di luoghi di ristorazione come le 4mila Stazioni di Servizio dove si mangia e beve (+1,7%) e dei Fast Food (+0,6%): il 45% degli italiani, pari a 23 milioni di individui, negli ultimi 3 mesi ha frequentato una catena Fast Food o Stazioni di Servizio, dunque un trend in crescita”.

Il convegno, moderato dal direttore editoriale del Gruppo Food Maria Cristina Alfieri. ha visto la partecipazione di Roberto Martinelli, Direttore marketing e private label Cateringross, Claudio Truzzi, Quality assurance manager di Metro Italia Cash and Carry, di Pedro Antòn, Amministratore delegato di CBD, Stelio Lani, Category manager Grocery di Marr, Andrea Zironi, Direttore acquisti di Autogrill, Paolo Radi, Direttore Ice cream & Foodservice Unilever, Gianni Orazzo, Direttore commerciale San Benedetto, Alfio Schiatti, Direttore business Unit Surgelati retail e Foodservice Bonduelle e Gabriele Lusignani, Responsabile marketing divisione Foodservice Barilla.


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