Il contratto di insediamento: attrarre nuovi investitori

Un progetto per attrarre capitali in Piemonte. L’iniziativa si fonda su un pacchetto di agevolazioni che la Regione Piemonte offre alle imprese, estere o provenienti da altre regioni, interessate ad insediarsi nel territorio piemontese. Con il Contratto di insediamento si intende così favorire lo sviluppo di nuovi investimenti nel settore industriale, dei servizi e della ricerca in grado di incrementare la competitività del territorio piemontese.
La proposta, veicolata da Unioncamere Piemonte, è promossa dal Centro Estero per l’Internazionalizzazione, la prima agenzia regionale italiana dedicata all’ internazionalizzazione, per migliorare la competitività facendo emergere i punti di forza del territorio e le opportunità localizzative, con il coinvolgimento del sistema locale nello sviluppo di nuove progettualità.
Nell’ambito del progetto martedì 24 marzo 2009 la CdC Cuneo ha organizzato una presentazione del Contratto di Insediamento, alla presenza dei rappresentanti di alcuni dei principali comuni del cuneese, delle Associazioni di categoria e del Politecnico di Torino, sede di Mondovì.
Il Contratto di insediamento è infatti obiettivo dell’incontro è stato quello di coinvolgere, nel modo più ampio e condiviso possibile, il sistema locale e il mondo di impresa nei processi di definizione del “prodotto territoriale” in termini di opportunità localizzative, finanziarie e di competenze, per creare condizioni competitive per i nuovi investimenti e valorizzare i sistemi territoriali.
Significativa la presenza di alcuni “visiting professor”, provenienti dall’India e dalla Cina, in Italia per attività di ricerca. Il loro coinvolgimento è visto dal Ceipiemonte come occasione per presentare loro da vicino il tessuto economico piemontese, per intessere relazioni che potranno svilupparsi in seguito laddove si verifichino occasioni di reciproco interesse su specifiche tematiche.
“Il Cuneese vanta già la presenza di alcune grandi multinazionali. – dice il presidente di Unioncamere Piemonte e dell’ente camerale di Granda, Ferruccio Dardanello – Il 35% ha radici francesi, il 12% tedesche, il 6 inglesi o giapponesi. Prevalgono le attività manifatturiere, seguite dal commercio all’ingrosso e dall’energia. Non si parte, dunque, da zero, ma ci si basa sull’apertura del tessuto economico locale nei confronti di realtà nate altrove, anche in terre lontane, interessate al contesto provinciale, alla professionalità e serietà operativa degli addetti, all’ambiente sociale sano, alla disponibilità all’accoglienza. Premesse importanti, in grado di disegnare un quadro che invita a mettersi in gioco ed a superare le obiettive difficoltà rappresentate dalla carenza dei collegamenti. Cuneo intende ora dare ulteriore ossigeno ad un fenomeno di cui già beneficia e che, con la crisi attuale, si mostra ancor più interessante”.


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