Quando il collezionista diventa imprenditore

Dai classici francobolli ai giocattoli d’epoca, dal grammofono antico al disco in vinile, dai fumetti ai soldatini di piombo, dalle schede telefoniche alle scatole di latta pubblicitarie, dalle uniformi militari ai santini. Sono 6.682 le imprese commerciali italiane del settore collezionismo al secondo trimestre 2008. Sono specializzate soprattutto nel commercio al dettaglio di oggetti di artigianato e di decorazioni (31,8% 2.128 imprese) e nel commercio al dettaglio di mobili usati e libri antichi (29,9% e 2.001 imprese). Ma ce n’è per tutti i gusti: 1.547 imprese sono attive nel commercio al dettaglio di oggetti d’arte, 375 in quello di filatelia e numismatica e 373 nel commercio al dettaglio ambulante a posteggio fisso di opere d’arte e oggetti di antiquariato.

La Lombardia al primo posto con 999 imprese (il 15% del totale nazionale), seguita da Toscana (725 imprese, 10,9%) e Veneto ( 669, 10%).
Tra le province Milano è prima con 514 imprese, il 7,7% del totale nazionale, specializzata soprattutto nel commercio di oggetti di artigianato, filatelia e numismatica e libri usati. Seguono Roma (460 imprese, 6,9%) e Napoli (327, 4,9%). Venezia, con 178 imprese, vanta il primato per il commercio al dettaglio di oggetti d’arte, seguita da Torino e Sassari. Roma, con 187 imprese, è invece in testa nel commercio di mobili usati e libri antichi.
Ma ce n’è per tutti i gusti: per l’appassionato di scripofilia, cioè collezionismo di documentazione finanziaria d’epoca (dai certificati azionari agli assegni), per chi ama raccogliere e conservare bolli postali (marcofilia), bustine di zucchero, tappi, bottoni e, persino, robot giapponesi. E’ quanto emerge da un’elaborazione della Camera di Commercio di Milano su dati del Registro delle Imprese al secondo trimestre 2008.


Comments

comments

Lascia un commento