Le mosse di Tronchetti tra pneumatici e mattoni

Per Pirelli e per il suo azionistamanager Marco Tronchetti Provera il 2009 sarà l’anno della verità. Dopo l’uscita da Telecom avvenuta nel maggio 2007 e con una perdita secca di 3,6 miliardi di euro ma ad un prezzo (2,8 euro ad azione) molto superiore a quello espresso oggi dalla Borsa (poco più di un euro) bisognerà vedere se l’azienda milanese riuscirà a costruirsi un futuro a prova di crisi. Le carte verranno parzialmente scoperte questa settimana, l’11 febbraio, giorno della presentazione del nuovo piano industriale della Bicocca dopo diversi rinvii per mancanza di visibilità sul futuro. In effetti non è facile costruirsi un percorso di crescita.
O perlomeno un percorso di stabilità nel campo degli pneumatici quando i colossi mondiali dell’auto sono in fortissima difficoltà per il sensibile calo delle vendite. Tronchetti e i suoi fedelissimi ci stanno comunque provando contando su alcune variabili che in questo contesto possono giocare a favore.
Un primo elemento di difesa deriva dal fatto che l’azienda è per oltre il 70% del suo fatturato posizionata sul mercato dei ricambi, che mostra segni di tenuta, e solo per poco più del 20% sul primo equipaggiamento, l’area che sta soffrendo di più. A ciò si aggiunge il calo, si spera strutturale, del prezzo delle materie prime rispetto ai picchi del 2008. A fine febbraio la Pirelli dovrebbe completare la fase di smaltimento degli stock acquistati a prezzi elevati e da marzo in poi potrà sfruttare a pieno la riduzione dei prezzi di approvvigionamento che porterà anche a un ridimensionamento dei prezzi alla vendita degli pneumatici.

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